Si parla sempre poco di prevenzione psicologica, eppure se imparassimo ad ascoltare quei segnali, piccoli malesseri che si ripresentano spesso, se imparassimo a conoscerci e quindi capire che qualcosa "non va" potremmo essere in grado di prevenire veri e propri disturbi dalle molteplici tipologie oppure semplicemente anche per migliorare il nostro rapporto con gli altri e con noi stessi e potenziare le nostre capacità.
Per capire meglio la prevenzione si deve partire da un concetto alla base di ogni essere umano, il concetto di Benessere.
Cosa significa benessere?
Benessere, come intende l' O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) non si intende semplicemente l'assenza di malattia ma si riferisce ad uno stato di equilibrio, nel suo complesso fisico e psichico in senso olistico.
La salute quindi non è l'assenza di sintomo organico o di malessere, è il risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’essere umano.
Quando rivolgersi ad uno psicologo?
Avete mai pensato ad esempio di fare un consulto psicologico senza stare proprio male, ci sono ad esempio particolari eventi o periodi nella vita di tutti noi che ci portano a delle scelte e dei cambiamenti, adolescenza, gravidanze, cambiamenti, lutti, nuovi percorsi lavorativi, situazioni in cui affiorano dubbi e paure, preoccupazioni eccessive, malessere, schemi comportamentali e di pensiero rigidi ecc.
In questi momenti potremo sentirci destabilizzati o confusi, delusi, deboli, sono momenti di particolare tristezza, sono questi i momenti più indicati ma anche solo per potenziare le nostre risorse, andare alla ricerca dell'evoluzione e del miglioramento necessario per la propria vita, imboccare la giusta strada per noi stessi.
Ricercare il benessere attraverso la prevenzione è un impegno ma anche un nostro dovere per vivere la nostra migliore vita.
Spesso sono necessari dei cambiamenti che possono essere attuati solo attraverso un percorso strutturato insieme ad un professionista e dopo aver preso coscienza consapevolezza degli aspetti del nostro pensare e del nostro agire che necessitano dello sguardo dell'altro per renderci consapevoli e allora, in quel momento diventiamo soggetti attivi che decidono di seguire una nuova strada per migliorarsi o per affrontare una situazione.
La mia esperienza..
Dopo aver assistito qualche mese fa ad un convegno di psichiatria che presentava proprio questo tema della prevenzione e la sua importanza ho riflettuto molto, sono arrivata alla conclusione che se ne parli davvero poco, si parla di prevenzione medica, dentale, oncologica, di tutto tranne della prevenzione psicologica.
Se solo avessi conosciuto in modo chiaro la mia mente e il mio corpo una decina di anni fa, avrei potuto fare molto più per me stessa, soprattutto per potenziare anche quelle abilità che già erano in mio possesso ma rimanevano inascoltate, proprio come i malesseri che crediamo siamo casuali e passeggeri.
Vi riporto un esempio basato sulla mia diretta esperienza con l'emicrania, mi colpiva sin da adolescente e dovevo arrivare a farmi somministrare sempre in via endovenosa un potentissimo antinfiammatorio, un emicrania che mi impediva anche solo di parlare per giorni, all'inizio pensai come tutti fosse un fatto ormonale o di mancanza di nutrienti o per il fatto che facevo dei turni di notte e mi sentivo molto stanca e sregolata poi avendo anche una malattia cronica lo attribuivo a quello e ai suoi farmaci annessi. Insomma negli anni, più volte al mese si presentava sempre per ragioni differenti, arrivò persino la famosa e temutissima “emicrania con aurea” e in quel momento mi spaventai tantissimo.
Feci tutte le visite del caso per capire cosa fosse se dipendesse da cause neurologiche e non ebbi nessun risultato. La mia era un emicrania di tipo ansioso tensivo e lo scoprii quando iniziai a praticare il Training Autogeno e la Meditazione...svanì da sola quando iniziai a comprendere i momenti in cui insorgeva e perchè, imparai delle tecniche specifiche per rilassare e distendere quell’area e poi progressivamente tutto il corpo e puff andó via.
Imparai così a conoscere ogni parte del corpo ed essere presente in essa, per intenderci, senza avere la mente altrove ma una mente collegata al corpo in quel preciso istante e non avete idea di quante cose possiamo conoscere di noi in questo modo, soprattutto anche nella gestione delle emozioni che se incanalate male o trattenute possono causare diverse somatizzazioni.
Anche in questo caso possono essere utilissimi i percorsi Mindfulness, poichè mettono al centro ciò che in quel momento della vita crea un certo disagio, tristezza o preoccupazione.
Studi recenti ci rivelano sia utile la terapia Cognitivo Comportamentale e anche l'Approccio self-compassion che ritroviamo sia all'interno delle sessioni Mindfulness; l' ATC, Acceptance and Commitment therapy che in altre tecniche di psicoterapia potenziano gli effetti sul nostro benessere psicofisico.
Dobbiamo iniziare a prenderci cura di noi globalmente e non solo fisicamente ed esteticamente che va benissimo, ma non possiamo ancora rimanere fermi ad affermazioni e convinzioni del tipo: “con una sessione di shopping passa la tristezza” “che con un cibarsi in modo squilibrato si cancelli il disagio emotivo”, troppi luoghi comuni nascondono la realtà: non conosciamo il nostro corpo e non ci prendiamo di noi, imbrogliandoci con questi palliativi (altro non sono..) scatenando una lunga catena senza fine di tentativi fallimentari e senza mai ritrovare l’equilibrio e la serenità.
Il Benessere è una nostra scelta così come il malessere la soluzione è diventarne consapevoli.

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